Dune di Piscinas, Arbus (Sardegna). Foto: Gianni Careddu, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.
Come funziona la protezione offerta dalle dune
Durante una mareggiata, le onde trasportano energia cinetica verso la costa. Il cordone dunale — se intatto e ben vegetato — assorbe parte di questa energia rallentando l'avanzamento del mare. La sabbia, compressibile e drenante, si comporta diversamente da un muro rigido: si deforma sotto l'impatto delle onde ma non si frattura, ridistribuendo l'energia su una superficie più ampia.
Questo meccanismo è particolarmente rilevante durante le tempeste di breve durata ad alta intensità, quelle in cui la velocità di accumulo del materiale sabbioso da parte delle piante dunali non riesce a tenere il passo con il tasso di erosione. In questi eventi, le dune fungono da buffer fisico riducendo l'impatto sugli ambienti retrodunali.
La funzione protettiva delle dune è riconosciuta dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE dell'Unione Europea, che classifica diversi habitat dunali come prioritari per la conservazione nell'ambito della Rete Natura 2000.
Morfologia e dinamica del cordone dunale
Un sistema dunale costiero si articola generalmente in tre zone distinte, ciascuna con caratteristiche diverse:
- Avanduna: la prima linea, direttamente a contatto con gli spruzzi marini. È la zona più instabile, dove la sabbia viene continuamente spostata dal vento e dalle onde. Qui crescono le specie pioniere come Cakile maritima e Salsola kali.
- Duna primaria: il cordone principale, stabilizzato dalla vegetazione psammofila consolidata, in particolare dall'Ammophila arenaria. È il settore con la maggiore capacità di accumulo di sabbia.
- Duna secondaria e retroduna: aree più interne e stabilizzate, colonizzate da macchia mediterranea e, nelle zone umide retrodunali, da specie igrofite.
L'erosione costiera e il ruolo delle dune compromesse
Quando la vegetazione dunale viene distrutta — per calpestio, incendi o rimozione meccanica — la sabbia perde la coesione garantita dagli apparati radicali delle piante. Il vento può allora smantellare la duna in pochi anni, eliminando il tampone naturale che proteggeva l'entroterra.
In alcune zone costiere italiane, la costruzione di strutture balneari troppo vicine alla linea dunale ha eliminato l'avanduna, riducendo la capacità del sistema di rispondere alle mareggiate. Il risultato è spesso un'erosione progressiva che erode la riva e, nei casi più gravi, raggiunge le strutture artificiali alle spalle.
Percorso tra le dune a Piscinas, Costa Verde (Sardegna). Foto: ezioman, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons.
Casi documentati in Italia
Dune di Piscinas, Sardegna
Le dune di Piscinas, nel comune di Arbus, costituiscono uno dei sistemi dunali più estesi del Mediterraneo. Raggiungono altezze di oltre 50 metri e si estendono per alcuni chilometri lungo la Costa Verde. L'area è classificata come Sito di Interesse Comunitario (SIC) nell'ambito della Rete Natura 2000 e la sua gestione è regolata dalla Regione Sardegna.
Dune degli Alberoni, Veneto
All'estremità meridionale del Lido di Venezia, la Riserva Naturale Statale delle Dune degli Alberoni tutela un cordone dunale caratteristico dell'Alto Adriatico. La riserva è gestita dal WWF Italia ed è visitabile tramite percorsi appositamente segnalati per ridurre il calpestio nelle aree sensibili.
Litorale di Ugento, Puglia
Il Parco Naturale Regionale del Litorale di Ugento in Puglia comprende tratti di costa con dune ancora ben conservate, la cui funzione protettiva è documentata anche in relazione agli episodi di erosione registrati lungo i litorali adriatici e ionici negli ultimi decenni.
Strumenti normativi di tutela
La tutela delle dune costiere in Italia si articola su più livelli normativi. A livello europeo, la Direttiva Habitat identifica gli habitat dunali prioritari. A livello nazionale, il Codice dell'Ambiente (D.Lgs. 152/2006) e il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni contengono disposizioni rilevanti. Le Regioni costiere hanno competenza diretta nella pianificazione dei Piani Territoriali Paesistici e dei Piani di Assetto della Costa.
Fonti di riferimento
- ISPRA — Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
- Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)
- WWF Italia — Oasi Dune di Piscinas
- Direttiva Habitat 92/43/CEE — Allegato I: Tipi di habitat naturali